Epigrammi vari.

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Epigrammi vari.
di Michele 57

( su di un professore severo)

S’ode dir: «Guai a voi studenti pravi!»
È Caronte ch’insegna o è suo fratello?
Tanto son simil; cattedra e battello
spesso confondon; non te l’aspettavi?


(de la venuta al mondo d’un professore di matematica)

Si vider quella notte le comete,
e segni di sciagura tutt’intorno;
ancora non sorgeva ‘l nuovo giorno,
strillava già ‘l teorema di Talete.


(su di uno stemma inventato)

All’aurato leon, ch’in modo vario
s’atteggia nel blason, l’isdegno frulla;
ripensa a quell’araldico falsario,
che in pompa, inver, lo cinse assai fasulla …


(per un giovane monarchico presuntuoso)

Orbo del grande ispirator, preclare
model de l’opra sua, piagne la morte.
È morto un Re, è lutto nella Corte?
È morto ‘l can, nè lui sa più pensare.


(sulla mia incapacità a cimentarmi nelle scienze esatte)

Invan, di seminar la scienza ria,
nel mio spirto tentâr, davver a josa;
per rette, punti e trigonometria,
son arsa rena, inver, balza pietrosa.


(ex facto oritur jus)

Non più dal Fatto sorge il Giusto intiero,
ma dal Poter che l'Anima corregge;
negato 'l senso a tutto ciò ch'è vero,
peggio pel mondo e peggio per la Legge.


(acrostico)

Mirar perché paventi il mio sembiante,
orror ti prende e ’l guardo altrove giri?
Riesci tu forse a discacciar d’innante,
tutto ciò che congedan i sospiri
e i psicagogi menano distante?

Epigrammi vari. testo di Michele 57
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